Presentazione dell'Associazione

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Questa pubblicazione è un contributo che l'Associazione degli Industriali della Provincia di Taranto ha voluto fornire alla comprensione della realtà economica della nostra provincia e alla riflessione sulle possibili strategie di sviluppo per il futuro.
In occasione del suo cinquantenario, l'associazione ha voluto così ripercorrere la sua attività nel più generale quadro dell'economia tarantina. Economia che, proprio nel periodo più recente, attraversa una fase estremamente díffcoltosa.
Nel corso degli anni ottanta, nella sola città di Taranto, sono andati persi 16.000 posti di lavoro. Basta questo dato per misurare, in tutta la sua ampiezza, la gravità della crisi che ha investito una delle aree maggiormente industrializzate del Mezzogiorno d'Italia e dell'intero Paese. Il legame fra Taranto e le attività siderurgiche è strettissimo. L'insediamento del siderurgico aveva trasformato alla base, oltre che il paesaggio fisico, i costumi, gli atteggiamenti sociali e le attiviità economiche di un'intera area. Aveva prodotto una forte e veloce crescita dei redditi disponibili, immediatamente percepibile; ma aveva prodotto anche un'identíficazione monoculturale, i cui rischi sono stati evidenti con il passar del tempo.
Con la crisi della siderurgia è un intero territorio che va in crisi. Il grande stabilimento perde occupazione diretta; altra occupazione si perde nelle attività indotte; la caduta dei redditi rallenta la crescita dei consumi e penalizza l'intero tessuto economico, specie terziario; al tempo stesso, i bassi livelli di risparmio non permettono accumulazione in attività diversificate. E' un classico circuito di involuzione: lo shock esogeno ferma lo sviluppo e innesca la crisi; le caratteristiche del contesto locale non riescono a frenarla, anzi ne amplíficano le conseguenze.
Da disoccupazione nasce disoccupazione: un circuito vizioso, che sembra non fermarsi mai. Questo circuito non è stato finora interrotto dai piani di rilancio di Taranto. Documenti astrattamente programmatori, teoricamente in grado di fornire una risposta ad ogni problema e di invertire, in breve tempo, i trend economici, in realtà, libri di buone intenzioni, rimasti drammaticamente disatteso, e per di più colpevoli di aver alimentato, con il loro fallimento, scetticismo e fatalismo sulle sorti dell'area.
Non è facile, neppure nel lungo periodo, rilanciare le sorti civili ed economiche di un'area così duramente provata. Ma è possibile.
Possibile con un lavoro costante e continuo nel tempo, su diversi aspetti contemporaneamente. Con un impegno sulla dotazione infrastrutturale e sulle complessive caratteristiche dell'ambiente economico, per migliorarle, e per renderne più efficace la gestione; sull'attrazione di imprenditori e di capitali esterni all'area; sullo stimolo di idee, servizi e tecnologie, alle potenzialità imprenditoriali locali. E con un impegno sulla cultura dell'impresa e dello sviluppo: unico antidoto al veleno dell'assistenzialismo e del degrado.
Il contributo che l'associazione degli Industriali della Provincia di Taranto vuole fornire, in occasione del suo cinquantenario, va proprio in questo senso: una riflessione approfondito ed aperta sulla storia; una proposta, articolata e concreta per íl futuro.